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IL DUO
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TIENTIFORTI
a c o u s t i c    s t
o r y

   Camminando ognuno per suo conto, i Tientiforti s’incontrano e cominciano a impostare il loro percorso comune tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005. Diciamo nel 2004,5 circa!

   La scelta graduale del repertorio, la costruzione degli arrangiamenti e una giusta dose di perseveranza, traducono passo passo le idee e la voglia di suonare in un progetto concreto.

   L’assunto di base è uno: fare qualcosa che ti piace. Più un altro: farlo al meglio delle tue possibilità (secondo l’adagio che se hai un buon assunto di base, allora sono due!).

   Le chitarre acustiche, loro compagne di viaggio, li sopportano come possono, e volutamente si scordano di leggere quanto viene scritto sul sito. Sono indubbiamente una forma di intelligenza superiore.

   Quando si fa vivo chi vuol commissionare loro una serata, i Tientiforti innanzitutto si rallegrano che al mondo esistano ancora persone così inconsapevoli. Poi, nel corso della loro performance, per onorarne l’invito, tra un paio di canzoni e l’altro, si cimentano in improbabili dialoghi che lasciano l’ascoltatore peggio di come l’han trovato. Anzi: peggio. E anche se il loro spettacolo dura 75 minuti, come un biglietto d’autobus, c’è chi sostiene che porta molto più lontano.


d i c o n o   d i   n o i

Non sempre rispettano gli accordi [sindacato musicisti]
Non sono mai riuscito a sentirli [peppino o suord]
Ultimamente li abbiamo messi un po’ alle corde [le chitarre]
Mi piacciono i pezzi che chi suona l’altro canta [anonimo]